Un piccolo luogo dove trovare e trovarmi, dove scrivere di quello che mi succede accanto, un safarà di paccottiglia che ho trovato bella, che mi ha sfiorato. Le mie piccole cose di ogni giorno.

25 anni e non sentirli

francesco June 5th, 2008

Eccomi quà. I tre lettori che hanno sottoscritto, e buffamente non eliminato, il mio feed hanno la (s)gradita novità della notifica di un nuovo post, di più. Riorganizzate un po’ di cose credo che per un po’, magari, mi rimetterò a scrivere qualcosa e forse a riprendere qualcuno dei vecchi post lasciati in draft, ma soprattutto a tornare a frequentare amici bloggers e comunità.

Leggevo sul disinformatico del sempre Attivissimo Paolo http://attivissimo.blogspot.com/2008/06/wargames-compie-25-anni.htm che cade in questi giorni il quartino di secolo di War Games - Giochi di Guerra, film storico per ogni spiccica tasti che si rispetti e che i ragazzi della mia generazione che sognavano di spiccicare tasti per campare (e malauguratamente ci sono riusciti) hanno elevato ad icona di un’ epoca ormai sepolta.

Metto il trailerino? Ma si mettiamo il trailerino prima di continuare a dir quattro cose.

War Games è un film godibile dal pubblico più vasto, contiene elementi stuzzicanti per ogni palato. Può essere visto come un teen movie adolescenziale dai contorni un po’ banali, ma anche come brillante riflessione sul terrore atomico e sulla follia dell’uomo alla spasmodica ricerca di uno strumento deterrente, forte perchè incontrollabile (un meno ambizioso Dottor Stranamore in salsa tecnohacara). Ma queste sono le considerazioni sulle quali un ragassuolo riflette quando inizia a diventare un po’ meno tale.

La salsa hacara appunto, la comunicazione globale in epoca pre internet e che nulla spartisce con il 2.ziro, il gioco e la bellezza di un’informatica oscura, divertente e smanettona. Il ragassuolo era questo che coglieva, ciò che in parte viveva nella sua cameretta piena di aggeggi più o meno autocostruiti acquistati risparmiando le mille lire della paghetta e pregando la mamma di non passare l’aspirapolvere proprio in mezzo a quel gomitolo vivente di fili. Semplice fascino per una realtà (virtuale ma non troppo) da esplorare copiando listati, collegandosi alle BBS per scaricare programmini di pochi kappa che avrebbero permesso di sapere e di condividere con altri ragassi le tue conoscenze per una crescita collettiva.

Non so se sfortunatamente, probabilmente no, ma di certo di tutto questo non è rimasto davvero nulla. L’informatica non è più esplorativa, non è più divertente. Il computer è diventato un elettrodomestico di telecomunicazione globale con tutti i vantaggi del caso, uno strumento di lavoro insuperabile e pratico, un centro multimediale per conservare, vedere e rivivere emozioni e ricordi . L’aggeggio in se, il perchè si muove, il farlo muovere non è importante: è un pacchetto. Un pacchetto integrato di funzionalità ad uso delle persone, il fatto che si chiami Ubuntu, Debian, Xp, Vista o Mac Os non ha importanza, a livello logico e funzionale sono tutti identici, differiscono nella visione che ognuna di questa soluzioni offre dell’integrazione, differiscono nei sofismi tecnici ma più probabilmente le differenze più profonde non sono tra i pacchetti ma tra gli utilizzatori dello strumento e quindi in bilico tra familiarità acquisite e religione.

Nessun rimpianto, davvero, amo come l’informatica è diventata, amo il potere dei contenuti e non del contenitore.

Forse un briciolo di malcelata nostalgia del tutto personale, questa non può mancare, per la storia ed il fascino che queste dannate macchine hanno fatto trasudare per tanti anni, o forse, solamente, perchè una 15ina di anni fa il mondo era più grande perchè io ero molto più piccolo ed ogni sciocchezza, come collegarsi con un modem 2400bps tramite un listato “trafugato” ad una BBS con un piccolo Amiga che troppi usavano solo per giocare a Double Dragon, era meravigliosa con gli occhi di un ragazzino.

Facciamoci una bella BlockBusterNight con War Games se ci capita, con la testa un po’ cresciutella in un mondo sempre più piccolo ma che avanza, senza sosta e con nuove e più affascinanti bellezze, non informatiche, da scoprire.

Wi-Fi Test :) (Un occhio nel futuro….)

francesco March 28th, 2008

Ecco che torno a scrivere qualcosa.

Test per le reti Wi-Fi….

Teos Test (in) di Linea

Teos pronto per testare quanto tira una nuova antenna… portaile e pattini :)

Lele portatile modificato

Lele… antenno test con portatile modificto ad uopo :)

pennetta

La pennetta usb non tirava abbastanza…..  così fuzzica un pochetto mejo…

Pidgin 2.3.0 per etch

francesco November 30th, 2007

Si lo so, sto blog sta diventando un feed per pidgin… mah, arriveranno le feste, ho un sacco di post in coda da completare… vedrem.

Soliti repository

http://developer.pidgin.im/wiki/ChangeLog

Pidgin 2.2.2 per etch

francesco November 7th, 2007

2.2.2 is here. We fixed another remote crash that affects versions 2.1.0 through 2.2.1 of Pidgin, so you should upgrade right away. See our security advisory for details.

Pidgin 2.2.1 per etch

francesco October 12th, 2007

2.2.1 is out. It fixes a crash that can be triggered remotely on MSN in 2.2.0. If you are using 2.2.0, you should upgrade immediately. See our security advisory for details.

Pidgin 2.2.0 per etch

francesco September 28th, 2007

Solito aggiornamento, quando me ne rendo conto rifaccio il pacchetto :)

Buon upgrade!

Packet Garden sul kripsio repository

francesco September 28th, 2007

Oggi leggevo come al solito ossblog e mi è cascato l’occhio su Packet Garden http://www.ossblog.it/post/3218/packet-garden-costruire-un-mondo-navigando , tanto inutile quanto fico e spaccioso.

Ho scaricato e buttato i pacchetti deb sul mio repository così le dipendenze vengono risolte da sole. Testato su etch fuzzica. Se serve a qualcuno, buon download!

Ciao a tutti!

Pidgin 2.1.1 per etch

francesco August 22nd, 2007

Soliti repository, buon upgrade :)

http://pidgin.im/pidgin/home/

Description: multi-protocol instant messaging client
Pidgin is a graphical, modular Instant Messaging client capable of
using AIM/ICQ, Yahoo!, MSN, IRC, Jabber, Napster, Zephyr, Gadu-Gadu,
Bonjour, Groupwise, Sametime, and SIMPLE all at once.

Fabrizio

francesco August 21st, 2007

Non sono un profondo appassionato, non dispongo nemmeno della cultura che servirebbe per comprendere troppi dei testi di De Andrè, non conosco il dialetto genovese ne quello sardo di cui gli album della discografia sono costellati. No, sono un po’ troppo ignorante per capirlo, ma probabilmente non troppo per “sentirlo”.

Domenica, complice tempo che non garantiva troppo bene, non sono andato a fare il solito giro in bicicletta a perdermi tra i colli e i boschi a veder cerbiatti, o qualche animale simile, saltellarti attorno per svanire nel nulla appena afferri il cellulare per fare loro una foto.

Mi sono messo a fare un po’ d’ordine nel mio zibaldone personale (a quello psichico penserò in momenti diversi, serve più tempo) con ramazza e un grande sacco dell’immondizzia. Metto in random un po’ di pezzi per tenermi compagnia durante la faticaccia di stracci e secchi. Poco male. Dopo un po’ dalla sequenza casuale fa capolino un pezzo di Fabrizio, Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Foltiers Poitiers dall’album Nuvole Barocche, una divertente storia di un re che tornando da una battaglia deve dar sfogo ai suoi più antichi istinti. Niente di trascendentale, sia chiaro, ma molto piacevole, cantata in un italiano che sa di antico. Era un po’ che non ascoltavo Fabrizio con un po’ di attenzione, lo si suonicchia qualche volta, si cantano in compagnia gli stessi pezzi ma, come accade di solito, si va a memoria non facendo attenzione.

Ogni scusa, si sa, è buona e quindi mi son fermato dai miei virtuosi gesti di pulizia e mi sono messo a riascoltare e rileggere un po’ delle canzoni di Fabrizio. Sfoglio la raccolta degli album, metto in playlist un po’ di pezzi che mi sono cari, altri che conosco appena., ricordo una vignetta di Lupo Alberto che, indossando una cuffia da doccia, istruiva Marta all’ascolto della musica, mi cuffio (con quelle dello stereo però) ed inizio ad ascoltare e a leggere.

Cado in “Anime Salve”, che è l’album che gradisco di più, l’ultimo di Fabrizio. Cado in uno dei miei pezzi preferiti Khorakhanè.
“Cuore rallenta, la testa cammina” , “e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi, e dagli occhi cadere” , “e se questo vuol dire rubare, questo filo di pane tra miseria e sfortuna, allo specchio di questa kampina, ai miei occhi limpidi come un addio, lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca il punto di vista di Dio”. La forza di Dolcenera, la bellezza di Anime Salve e la direzione ostinata e contraria di Smisurata Preghiera. Davvero un bell’album.

Poi sono andato un po’ indietro, le tante canzoni sulla guerra, sui disadattati, sulle prostitute e sull’Amore, quello che, davvero, credo si sia un po’ troppo dimenticato, magari non il quadretto bucolico decisamente anacronistico, ma qualcosa forse andrebbe ripescato e fatto entrare nella nostra cultura arida di emozioni profonde. Alcune ballate sparse la ballata dell’amore cieco cinica, cruda, la città vecchia, il fannullone, il gorilla, un giudice le parole di de Andrè si inseguono sempre con una cura maniacale ed è sempre un piacere enorme leggerle.

Poi ho chiuso con la poesia che apre Nuvole.

Vanno
Vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

Sono tanti gli eventi e le persone che vanno e vengono e mi passano davanti probabilmente senza che me ne renda conto e fatico a discernere quella vera dalla moltitudine di quelle finte. Dannatamente, sono queste persone che illudono, si pongono tra me e i miei desideri profondi e semplici, sono persone sincere, buone, forse inconsapevoli della loro forza, persone vere e rare magari solo distratte e stanche.

Un bacio, che non giungerà a destinazione ma senza rimpianto alcuno, a chi mi ha fatto conoscere Fabrizio.

Un sorriso, vero, sempre.
Poi sono tornato a secchi, strofinacci e prodotti per il bel legno… quanta polvere si accumula sui libri…

Grigliata di ferragosto!

francesco August 21st, 2007

Gli amici gestori della Birreria/Enoteca 101 di Sassuolo (alla quale vi invito tutti perchè si sta ben davero e il vin le bon!) che frequento piuttosto spesso (leggi un paio di giorni alla settimana) con gli amici, per la giornata di ferragosto hanno organizzato una bella grigliata con amici ed avventori affezionati.

Bhè è stata una bella serata, purtroppo finita un po’ troppo presto per qualche problema logistico dei miei compagni di automobile. In un prato accogliente di una bella casetta nelle prime colline dell’appennino reggiano abbiamo arrostito un sacco di ottima carnasa al motto del “tu butta sulla griglia quello che trovi sul tavolo che poi qualcuno la pijerà su”, bevuto buon vinello e buon birra ed ho incontrato vecchi amici ed amiche che non vedevo da troppi anni e conosciuto nuove persone simpatiche e cordiali.

Prima dell’ eppi bordei di qualcuno che compiva gli anni si è esibita per la prima volta, piena di alcool, la band 101 al quale il vostro “affezionatissimo” ha fatto da chitarrista. Complice un kazoo e voci che si alternavano l’esibizione è stata un successo (si vabbhè… il tasso alcolico ha fatto tanto eh).

La documentazione la trovate su youtube, ‘mannag.

http://www.youtube.com/results?search_query=grigliata+101&search=Search

Next »