Stampato tra le rassegne: telemarketing, tasse e porno
francesco December 6th, 2008
Ascoltavo il podcast del disformatico un po’ di giorni fa.
Paolo diceva che secondo alcune ricerche il fenomeno dello SPAM è a pochi passi dall’essere poco remunerativo.
Inviare vagonate di e-mail costa poco e basta una risposta minima perchè la fastidiosa campagna pubblicitaria produca un utile ma tra filtri sempre più avanzati ed utenti sempre più abituati ad evitare di cadere nella trappola della pubblcità non richiesta il costo per evitare filtri e catturare l’attenzione dei potenziali bersagli diventa troppo vicino al fattuato.
Leggevo Repubblica sabato scorso.
L’industria del porno manifestava quasi quanto. Murdoch per l’elevarsi della tassazione che dovrebbe colpirli: tra emule e youporn il settore soffre a sufficienza. Rocco raccontava della sua nuova carriera di produttore e che anche a lui non pareva giusto un aumento delle tasse (ma in Italia non è illegale produrre porno? Non sono molto informato. NdK)
Sul venerdì di Repubblica della settimana scorsa c’era una riflessione, mi pare di Ottone, su quanto siano fastidiose le telefonate all’ ora di pranzo, di cena, continue, costanti, tra compagnie di telecomunicazioni (tutte, non si salva nessuna), pay tv (la cui iva non è al 20% e qualcuno mi deve spiegare perchè, non trovo nulla di più voluttuario della pay tv), venditori d’oli, di abbonamenti di ogni grazia. Uno è lì che affronta con piacere lo zampone con fagioloni belli succosi e questi telefonano, perdi qualche minuto, anche solo per mandarli al diavolo (e ti spiace perchè la colpa non è dei ragazzi dei call center che chiamano), magari un altra telefonata ed i fagioloni da belli succosi e fumanti diventano una poltiglia freddina poco invitante, la cotica dello zampone gommosa buona si e no da succhiare.
Poi un po’ in giro si legge degli schiavi dei call center, ragazzi costretti nei loculi a prendere pesci in faccia per un tozzo di pane. Mai stato in un call center, non so come funziona, ma di certo non deve essere un mestiere così carino.
Facciamo un po’ di conti.
Il marketing telefonico è spam all’ennesima potenza. Non mi basta premere D per cancellare la telefonata, è molto più fastidioso, se non altro per il trillo mentre affetti il salame. Sì, le società di telemarketing, in qualche modo, hanno la nostra legale autorizzazione, ma la liberatoria sulla privacy devi darla anche per fare la doccia alla mattina (l’acqua calda arriva solo se firmi una liberatoria per cui posso mandarti un jingle dal bagnoschiuma ogni volta che ti insaponi) e quindi è perfettamente inefficace.
Una maggiore regolamentazione al discorso privacy? Naa, chissenefrega, fatta la legge trovato l’inganno, le norme ci sono già .
La soluzione è rendere lo spam telefonico poco remunerativo. E’ palesamente un’attività che infastidisce il cittadino, tassiamo MOLTO di più le società di telemarketing e decretiamo che il lavoro del centralinista è usurante (farsi mandare al diavolo 10 ore al giorno non deve essere molto piacevole no?) e di conseguenza le assunzioni costino molto e garantiscano un ottimo stipendio a chi deve farsi maledire per tutta la giornata. Se c’è così tanto telemarketing è perchè costa troppo poco per quello che rende e a me, come cittadino, scoccia davvero tanto che qualcuno si arricchisca sulla mia frustrazione e sui miei zamponi senza guadagnarci nulla. Tassiamoli, tassiamoli e tassiamoli, magari la smettono, cambiano metodo e io potrò finalmente guardarmi un porno mangiando lo zampone in santa pace.







