Inquietante…

francesco December 29th, 2006

leggevo questa sera su repubblica un inserto: grandi trend del futuro.
Una delle schede è di Vincenzo Cerami: Davanti al monitor per costruire la realtà su misura (spero non mi citino per violazione del copyright :)).
Parla di vite raccontate per piacere o raccontate a se stessi per piacersi. Ho trovato davvero inquietante non tanto la possibilità virtuale di costruirsi una personalità utile ad uno scopo ma l’eventualità che il medesimo comportamento trasli nella real life… e sento e temo che già accada ogni giorno…

Articolo:Basta, non c’è bisogno d’altro. Nel computer c’è tutto, a cominciare dalla voluttà. Voglio parlare con qualcuno? Ci vuole un attimo. Se sono femmina posso cercare tra i maschi e viceversa. Via e-mail, via internet… vendo il meglio di me. Vesto i panni di chi voglio, o più precisamente della persona più adatta alla circostanza. Recito il cinico, il passionale, lo smarrito, il colto, il bisognoso d’affetto.
A seconda dei casi passo da benestante o da bohèmien, da disincantato o da macerato. Mi metto in contatto con una ragazza, non la conosco, la conoscerò, mi oriento, accumulando indizi e lanciando ballon d’essai. La stuzzico sui desideri, leggo tra le righe delle sue risposte. Capisco che tipo è e quindi di cosa ha bisogno. Piano piano incarno la soddisfazione che le manca. Col passare dei giorni assumo i connotati del personaggio che mi sono inventato. Divento lui. E se contemporaneamente mantengo altre relazioni, il mio io si moltiplica, sono varie persone, diverse tra loro, che agiscono in mondi distanti e incomunicabili. Ogni volta prendo il tono di voce consono al dialogo con quella ragazza.

Nasce una relazione, una drammaturgia. L’amicizia non ha finali, il sesso è un traguardo, un punto di arrivo. Il sesso prende così significati che l’oltrepassano. Se l’invenzione elaborata al computer trova una coerenza, diventa realtà, magari per poche ore. Il fatto di essere riconosciuto, accettato e apprezzato da una ragazza dà al personaggio finto che faccio viaggiare on line legittimità di esistere, esistenza. Il sesso offre quindi una doppia soddisfazione: al piacere corporeo aggiunge quello ontologico dell’esistere.

Non è affatto difficile “conquistare”, entrare nell’anima di qualcuno, da lontano, descrivendo se stessi ed il mondo come una realtà che l’altro semplicemente non vede. Che è lì e non vede. Una realtà che, guarda caso, è sulla sua misura. Dopo mesi di corrispondenza muta, letteraria, giunge puntualmente il sacro momento dell’incontro fisico. Lui e lei hanno l’impressione di conoscersi da una vita, di avere già fatto mille volte l’amore. Hanno un passato. Cos’altro è il passato se non una ricostruzione virtuale? Era così anche prima che inventassero il computer. La verità è che la realtà non esiste. Esiste un racconto. Vero o falso che sia, non è importante. Faccio il narratore per fare l’amore.

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