Archive for January, 2007

Chi non cambia…

francesco January 14th, 2007

Sempre girando un po’ a casaccio nella rete ho trovato qualcosa di Neruda. Un po’ retorico in realtà, un po’ lontano dal vero, da filtrare con qualcosa di diverso dal cuore ma bello per darsi un po’ di forza.

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Pablo Neruda

rm -fr passato…

francesco January 1st, 2007

fulmine.jpgVabbhè, capodanno è passato anche quest’anno, ancora qualche giorno di mezzo relax o divertimento per alcuni mentre per altri domani si tornerà al lavoro o alle solite occupazioni di ogni giorno.

Personalmente non ho trascorso un gran bel capodanno, ma pazienza, spero sarà meglio il prossimo, d’altronde tra quà e là c’è talmente tanto tempo e cose che possono succedere.

Ma non è di questo che volevo scrivere.
Visto che i festeggiamenti per il nuovo anno non sono stati tanto tali mi sono svegliato abbastanza presto ed anche senza postumi da post sbronza (non mi capitava da un secolo di non avere mal di testa il primo dell’anno, vabbhè).
Visto che non sapevo cosa fare mi sono messo a fare ordine nel mio fileserver e nel filesystem del portatile, una pratica che erano mesi che rimandavo per pigrizia.
Tra le altre cose ho trovato una directory denominata faby, il soprannome della mia compagna di vita sino a qualche mese fa, contenente alcuni suoi files che avevamo appoggiato sul mio notebook. Ho trasferito quei files sul fileserver per non perderli, sono comunque un ricordo, poi come consueto, ho eliminato la directory dal notebook:

rm -fr faby

sono rimasto per un momento interdetto.
Quel semplice comando ha sottolineato il momento di cambiamento che mi sta attraversando in questo periodo.
Come per gran parte degli informatici il portatile è per me un appendice inseparabile della mia quotidianità: lo uso per lavorare, per divertirmi, per mantenermi in comunicazione con gli amici e i conoscenti, è l’estensione della mia personalità così come i dati in esso contenuti. Il server è il posto dove memorizzo, archivio e storicizzo da più di 10 anni tutto ciò che mi attraversa di importante, dati di lavoro ma anche foto, testi, email, tutto quello che mi attraversa prima o poi va a finire in quel grande scatolone virtuale buono per essere pescato quando hai il bisogno fisico di ricordare.

Bhè, le cose cambiano, stanno cambiando, sono cambiate. Ho archiviato in questo primo giorno dell’anno quella directory, non tornerà a popolare la quotidianità del mio portatile, non c’è davvero più spazio libero a sufficienza. Ho già digitato un mkdir e, davvero, speriamo di non dover archiviare anche questo troppo presto.