Fabrizio

francesco August 21st, 2007

Non sono un profondo appassionato, non dispongo nemmeno della cultura che servirebbe per comprendere troppi dei testi di De Andrè, non conosco il dialetto genovese ne quello sardo di cui gli album della discografia sono costellati. No, sono un po’ troppo ignorante per capirlo, ma probabilmente non troppo per “sentirlo”.

Domenica, complice tempo che non garantiva troppo bene, non sono andato a fare il solito giro in bicicletta a perdermi tra i colli e i boschi a veder cerbiatti, o qualche animale simile, saltellarti attorno per svanire nel nulla appena afferri il cellulare per fare loro una foto.

Mi sono messo a fare un po’ d’ordine nel mio zibaldone personale (a quello psichico penserò in momenti diversi, serve più tempo) con ramazza e un grande sacco dell’immondizzia. Metto in random un po’ di pezzi per tenermi compagnia durante la faticaccia di stracci e secchi. Poco male. Dopo un po’ dalla sequenza casuale fa capolino un pezzo di Fabrizio, Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Foltiers Poitiers dall’album Nuvole Barocche, una divertente storia di un re che tornando da una battaglia deve dar sfogo ai suoi più antichi istinti. Niente di trascendentale, sia chiaro, ma molto piacevole, cantata in un italiano che sa di antico. Era un po’ che non ascoltavo Fabrizio con un po’ di attenzione, lo si suonicchia qualche volta, si cantano in compagnia gli stessi pezzi ma, come accade di solito, si va a memoria non facendo attenzione.

Ogni scusa, si sa, è buona e quindi mi son fermato dai miei virtuosi gesti di pulizia e mi sono messo a riascoltare e rileggere un po’ delle canzoni di Fabrizio. Sfoglio la raccolta degli album, metto in playlist un po’ di pezzi che mi sono cari, altri che conosco appena., ricordo una vignetta di Lupo Alberto che, indossando una cuffia da doccia, istruiva Marta all’ascolto della musica, mi cuffio (con quelle dello stereo però) ed inizio ad ascoltare e a leggere.

Cado in “Anime Salve”, che è l’album che gradisco di più, l’ultimo di Fabrizio. Cado in uno dei miei pezzi preferiti Khorakhanè.
“Cuore rallenta, la testa cammina” , “e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi, e dagli occhi cadere” , “e se questo vuol dire rubare, questo filo di pane tra miseria e sfortuna, allo specchio di questa kampina, ai miei occhi limpidi come un addio, lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca il punto di vista di Dio”. La forza di Dolcenera, la bellezza di Anime Salve e la direzione ostinata e contraria di Smisurata Preghiera. Davvero un bell’album.

Poi sono andato un po’ indietro, le tante canzoni sulla guerra, sui disadattati, sulle prostitute e sull’Amore, quello che, davvero, credo si sia un po’ troppo dimenticato, magari non il quadretto bucolico decisamente anacronistico, ma qualcosa forse andrebbe ripescato e fatto entrare nella nostra cultura arida di emozioni profonde. Alcune ballate sparse la ballata dell’amore cieco cinica, cruda, la città vecchia, il fannullone, il gorilla, un giudice le parole di de Andrè si inseguono sempre con una cura maniacale ed è sempre un piacere enorme leggerle.

Poi ho chiuso con la poesia che apre Nuvole.

Vanno
Vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

Sono tanti gli eventi e le persone che vanno e vengono e mi passano davanti probabilmente senza che me ne renda conto e fatico a discernere quella vera dalla moltitudine di quelle finte. Dannatamente, sono queste persone che illudono, si pongono tra me e i miei desideri profondi e semplici, sono persone sincere, buone, forse inconsapevoli della loro forza, persone vere e rare magari solo distratte e stanche.

Un bacio, che non giungerà a destinazione ma senza rimpianto alcuno, a chi mi ha fatto conoscere Fabrizio.

Un sorriso, vero, sempre.
Poi sono tornato a secchi, strofinacci e prodotti per il bel legno… quanta polvere si accumula sui libri…

4 Responses to “Fabrizio”

  1. Paolo Mainardion 22 Aug 2007 at 2:07 pm

    Anch’io adoro Faber (non per caso nel mio blog ho proprio una sua famosa citazione), sono anni che non mi stanco di mettere nella mia playlist tutta la sua discografia, ho amato le sue poesie in ogni momento, mi hanno accompagnato nei momenti più tristi e in quelli più felici, grazie alla sua poesia ho potuto riflettere su tante cose.

    La mia preferita comunque rimane Creuza de ma, c’è una ricerca stilistica e sonora spettacolare.

    Ciao

  2. Ferdinandoon 03 Sep 2007 at 6:52 am

    Quando si parla di Fabrizio non posso mancare… E se poi se ne parla sul blog del “maestro” (eh sì, sono il ferdy di debianitalia…) è inevitabile lasciare un commento, anche se si tratta solo di poche righe.
    Con De André ci sono nato e ci sono cresciuto. Ora, raggiunta l’età della ragione, molta della musica che ascoltavo mi sembra ridicola. Molta, tranne quella di Faber, che riesce ancora a lasciarmi incantato..

    Un solo appunto: la battaglia è quella di Poitiers (Non di Foltiers!!!), in cui l’esercito cristiano di Carlo Martello riuscì a fermare l’avanzata dei musulmani-andalusi.. Siamo circa nel 730… La musica è di Fabrizio, le parole sono state scritte insieme a Paolo Villaggio…
    Ciao ciao

  3. Nadiaon 20 Sep 2007 at 6:07 pm

    mi hai lasciato un commento bellissimo, grazie e io non potevo che ricambiare il favore e lasciarne uno a te….sei molto profondo e mi piace come scrivi, caspita mi hai fatto venire voglia di riscoprire De Andrè, anzi perchè come un vero mentore, non aggiorni tu la mia cultura musicale? Mi farebbe molto piacere, naturalmente quando ritornerai a Itaca…..
    Un bacio

  4. francescoon 28 Sep 2007 at 4:18 pm

    Ciao, grazie di cuore. A casa sono tornato ormai da qualche giorno, avremo tempo per vederci ed incontrarci e non credo sarà di certo un problema farci accompagnare da Fabrizio.
    Un bacio Nadia, a presto.

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