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Nostra signora dell’ipocrisia…

francesco August 17th, 2008

E’ qualche giorno che divoro piuttosto di frequente Guccini che ascolto da tanti anni, era il ‘96, anno di D’Amore di Morte e Altre Sciocchezze, due concerti visti a Reggio Emilia, è tanto che mi accompagna sempre con significati nuovi.

E’ qualche giorno che mi sono fossilizzato su Nostra Signora dell’ Ipocrisia, invettiva contro la TV, Berlusconi, attuale all’epoca.
Ma visto che la bellezza di un opera, in ogni caso, la si trova nella propria testa il concetto di maschera indefinita e spoglia di significati che mi accompagna in questi giorni, che credevo compresa come personalità del sopravvivere ma che sto mettendo in dubbio proprio perchè non efficace se non indirizzata a scopi che non ho più così a fuoco, mi porta a sentire questo pezzo con un ottica diversa.
Vittima consapevole di una maschera, cercare una maschera diversa per iniziare ad ascoltare.

Nostra Signora Dell’Ipocrisia

Alla fine della baldoria c’era nell’ aria un silenzio strano,
qualcuno ragliava con meno boria e qualcun altro grugniva piano;
alle sfilate degli stilisti si trasgrediva con meno allegria
ed in quei visi sazi e stravisti pulsava un’ ombra di malattia.
Un artigiano di scoop forzati scrisse che Weimar già si scorgeva
e fra biscotti sponsorizzati videro un anchorman che piangeva
e poi la nebbia discese a banchi ed il barometro segnò tempesta,
ci risvegliammo più vecchi e stanchi, amaro in bocca, cerchio alla testa…

Il mercoledì delle Ceneri ci confessarono bene o male
che la festa era ormai finita e ormai lontano il carnevale
e proclamarono penitenza e in giro andarono col cilicio
ruttando austeri: “Ci vuol pazienza! Siempre adelante ma con juicio!”
E fecero voti con faccia scaltra a Nostra Signora dell’ Ipocrisia
perchè una mano lavasse l’ altra, tutti colpevoli e così sia!
E minacciosi ed un po’ pregando, incenso sparsero al loro Dio,
sempre accusando, sempre cercando il responsabile, non certo io…

La domenica di Mezza Quaresima fu processione di etere di Stato
dai puttanieri a diversi pollici dai furbi del ” chi ha dato ha dato ”
ed echeggiarono tutte le sere, come rintocchi schioccanti a morto,
amen, mea culpa e miserere, ma neanche un cane che sia risorto
e i cavalieri di tigri a ore e i trombettieri senza ritegno
inamidarono un nuovo pudore, misero a lucido un nuovo sdegno:
si andò alle prime con casto lusso e i quiz pagarono sobri milioni
e in pubblico si linciò il riflusso per farci ridiventare buoni…

Così domenica dopo domenica fu una stagione davvero cupa,
quel lungo mese della quaresima, rise la iena, ululò la lupa,
stelle comete ed altri prodigi facilitarono le conversioni,
mulini bianchi tornaron grigi, candidi agnelli certi ex-leoni.
Soltanto i pochi che si incazzarono dissero che era l’ usato passo
fatto dai soliti che ci marciavano per poi rimetterlo sempre là, in basso!
Poi tutto tacque, vinse ragione, si placò il cielo, si posò il mare,
solo qualcuno in resurrezione, piano, in silenzio, tornò a pensare…

(Francesco Guccini, 1993)

Postferragosto, poco di utile, finisce una strana settimana…

francesco August 17th, 2008

http://www.salvatoreromano.eu/

http://www.salvatoreromano.eu/

L’anno passato la grigliata del 101 quest’anno, falsamente accusando il maltempo, non ci sono andato. Avrei incontrato un po’ di persone, vero, ma andarci da solo non ne avevo tanta voglia. I miei amicici a vacanzare con rispettive compagne, alla fine sono rimasto a casa, fatto un giro in bici e poco di utile appunto.

Ieri, sabato sera,  grigliatina del rientro con un po’ di persone care, recupero all’aereoporto di Bologna di Teos che tornava dalle vacanze e a seguire torneo di WiiSSSport. Niente male giàgià. Alla fine non è stato così malaccio, ci siamo passati un po’ il tempo.

Nella mia testa questa settimana, in realtà, doveva essere un po’ diversa. Dovevo far visita ad alcune persone con cui ho diviso tanti bei momenti negli anni passati, poi non li ho più sentiti, lavorare troppo fa male, ci rifaremo prima o poi, ne sono abbastanza certo.
Il motivo vero della stramberia di questa settimana non è solo aver passato la settimana di ferragosto a girare in bicicletta, ma è stato il rimanere in silenzio fuori dai giochi per un po’ di tempo (e la settimana ventura sarà molto simile), lavorando solo un pochetto e pensando un po’ di più a quello che mi gira attorno. Il risultato, che sarebbe facile semplificare in un “chissenefrega, pensa a cose più importanti come raddoppiare il fatturato da quì a fine anno…” , anche se realistico non è stato dei più semplici da accettare.
Messe al netto di pregiudizi e proiezioni le azioni che mi hanno costruito non mi hanno per nulla soddisfatto, non per semplice e mancato raggiungimento degli obiettivi, riduttivo, ma per il fatto di non volere profondamente dare peso a quegli obiettivi, perchè con ogni probabilità ho scoperto esulare in maniera profonda da me; o meglio, per raggiungerli si renderebbe necessario un tentato e solo nelle maschere riuscito cambio di rotta.

In questo ferragosto coi postumi nel sabato non sono stato particolarmente a mio agio con la mia persona. Ancora sarebbe troppo riduttivo additarlo al mancato incontro nel weekend con una bella persona che mi è mancata durante gli ultimi giorni di questa strana settimana, mi sta mancando e che con ogni probabilità non incontrerò più. Sono state alcune sue frasi ben concatenate a far partire il gioco del far capitale dei ricordi e relative emozioni sincere che a mia memoria sono… mento, non ne ho davvero più memoria.

Probabilmente è solo questo, da troppi anni ciò che sento è artefatto a tendenza barocco: costruito da sole speranze o all’opposto basato su verità e personalità che esistono solo nelle apparenze e che come conseguenza restituiscono emozioni inconsciamente manierate.

A risultato di questo inutile esternare mi manca un processo per definire se quelle emozioni sono solamente riservate agli anni dell’adolescenza e ad ipocriti con se stessi o se, tra le pieghe delle vetrine, possa esistere un lucchetto di eventi e persone che tra l’inizio e la fine degli stessi possano aiutare ad ottenere un sentire sincero. Una sciarada che enigmisticamente mi sfugge ma almeno conosco una prima semantica delle componenti.

Un anno che non postavo qualcosa di biografico, supperggiù… non è che porti tanto bene di solito…